Family Card: dai 1700 euro del 2009 ai 70 mila euro del 2014, c’è una bella differenza


La polemica che si è sviluppata intorno all’attuazione del progetto “Family Card” montata dal centro destra di Recanati si è avvalsa di toni e contenuti tipici del più scontato dei qualunquismi. Sono stati buttati nel medesimo calderone considerazioni di natura politica sulla presunta inefficienza della giunta comunale, riferimenti alla pressione fiscale sui cittadini ed analisi approssimative sulla povertà a Recanati, tutte questioni estremamente importanti e che vale la pena siano considerate separatamente le une dalle altre e con cognizione di causa. Occorre innanzitutto dire che i fondi previsti per il progetto, pari a 40 mila euro, sono stati calcolati prevedendo un contributo medio di 300 euro per ogni nucleo familiare con almeno 3 figli. Da questo calcolo lordo devono essere espunti tutti i nuclei che, a, seguito di un’autovalutazione interna, non hanno presentato la domanda con la relativa documentazione comprovante i requisiti necessari o quei nuclei che, dopo i controlli effettuati dai servizi sociali, non sono risultati possessori di quei requisiti. Esempi di quest’ultimo caso possono essere: ISEE dell’anno 2012 superiore a quello previsto dal progetto, presenza nel nucleo di figli non a carico perché in possesso di reddito. Nell’edizione 2012 sono stati erogati invece 17.606,77 euro ripartiti tra 61 nuclei familiari e distribuite 289 tessere per realizzare acquisti nei 32 esercizi e strutture convenzionati. Il 56% dei fondi non distribuiti, verranno re-impiegati e ulteriormente potenziati fino a raggiungere quota 70 mila euro da parte dei servizi sociali in una nuova edizione dello stesso progetto che verrà esteso anche ai nuclei familiari con almeno 2 figli sotto i 26 anni. Passando alla questione della pressione fiscale locale, va detto che questa è effettivamente in crescita e il dato rispecchia purtroppo la tendenza nazionale; l’Italia è il paese dove le tasse, dirette e indirette, incidono ancora per circa il 48% sulle uscite di individui e famiglie. Per sostenere le famiglie nel pagamento della mini-Imu, nel Comune di Recanati è in fase di lancio il progetto “Social Card”. Il nesso tra Family Card e povertà è, in seconda battuta, forzato: il dispositivo si rivolge, infatti, a tutti i nuclei con almeno 3 figli a carico sotto i 26 anni e con un reddito ISEE inferiore ad euro 27.885,00 (dove per reddito ISEE non si intende la somma degli stipendi che entrano in casa). L’ISEE è necessario per dare una connotazione sociale e di equità all’iniziativa, che per quanto riguarda il contributo economico non coinvolge nuclei con redditi alti o molto alti. Ciò che si vuole supportare è la spesa delle famiglie numerose. “Povertà” e “famiglie numerose” non sono concetti immediatamente sovrapponibili. Lo strumento è sicuramente perfettibile: di questo è convinto anche il personale che si occupa di gestire le richieste che arrivano e che è aperto a critiche costruttive e suggerimenti. L’amministrazione comunale vuole infine ricordare che nella precedente edizione della Family Card (anno 2009) sono stati erogati solo 1.700 euro ripartiti tra 16 nuclei familiari, una cifra davvero esigua, e che una quota maggiore era stata destinata alla promozione dell’iniziativa. In pratica si è speso più per la pubblicità che per il sostegno alle famiglie.

Fonte sito Comune di Recanati


Ritorna all'elenco delle news